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A1F - Alessia Orro e il suo anno indimenticabile!

23-12-2016 07:00 -
Non porta la mascherina nera sugli occhi, ma sicuramente è tra i personaggi più positivi della pallavolo italiana femminile. Per Alessia Orro gli ultimi dodici mesi sono stati lunghissimi: un concentrato di emozioni che la regista sarda a soli 18 anni ha provato sulla propria pelle, passando da grandi gioie a delusioni difficili da digerire. Nel giro di un anno la giovane regista sarda è passata dalla panchina del Club Italia, al ruolo da titolare della nazionale italiana nell´Olimpiade di Rio con in mezzo tante esperienze importanti per la sua crescita sia come atleta che a livello personale.

Adesso che il 2016 è agli sgoccioli è tempo di fare un bilancio, ripercorrendo quelle che sono state le tappe fondamentali di una stagione per molti versi indimenticabile.
"È stato un anno incredibile - racconta Alessia - soprattutto perché tutto è arrivato all´improvviso e in maniera inaspettata. Ho dovuto adattarmi molto in fretta a tante situazioni diverse, ma non in fondo non c´era altra scelta. Penso di esser riuscita a fare tante cose, la maggior parte delle quali positive."
Tutto è cominciato a gennaio con le Qualificazioni Olimpiche Europee di Ankara, che ricordo ha?
"È stata una grandissima emozione, perché già era difficile immaginare di far parte di quel gruppo, figurarsi poi vivere in campo i momenti decisivi. Quando è caduta l´ultima palla e abbiamo avuto la certezza di qualificarci alla fase di Tokyo ho provato una gioia impossibile da descrivere. Sino ad oggi quello è senza dubbio il momento più bello vissuto con la maglia della nazionale."
La qualificazione di Tokyo, dove l´Italia ha conquistato il pass per Rio, com´è stata?
"Sicuramente diversa rispetto alla fase di Ankara, perché ho avvertito più pressione. Tante erano le attese su di noi, ma la squadra ha reagito alla grande disputando una grandissima competizione. Una volta qualificate alle Olimpiadi mi sono resa conto che avevamo fatto qualcosa di veramente grande."
Meno bene è andata a Rio de Janeiro nel torneo olimpico, una delusione difficile da assorbire?
"Difficilissima, è stata un´esperienza negativa che mi ha provato molto. Quando sono arrivata in Brasile ero molto carica, perché mi dicevo "cavolo sono alle Olimpiadi". L´entrata al villaggio e la cerimonia di apertura sono stati gli unici ricordi belli, mentre quando abbiamo cominciato a giocare sono iniziate ad uscire le sensazioni negativa. Per la prima volta in carriera ho ricevuto tante critiche e devo ammettere che non ero abituata. Certamente è un´esperienza che dal punto di vista caratteriale mi ha fatto crescere tanto."
Obiettivo centrato, invece, per quanto riguarda la qualificazione ai Campionati Europei 2017?
"Sì e sono molto felice di come è andato quel torneo, perché dopo le Olimpiadi tornare in campo non è stato facile e invece grazie anche agli incoraggiamenti di Cristiano (Lucchi ndr), pian piano ho ritrovato sicurezza. Sapevamo che la qualificazione non era impossibile, ma comunque è stata la maniera giusta per ripartire."
In Nazionale ha trovato tante compagne esperte, ce n´è qualcuna alla quale si sente più legata?
"Antonella Del Core, un vero esempio sia in campo che fuori. Per me era una sorta di mamma perché non si limitava a darmi solo consigli sulla pallavolo, ma spesso anche a livello comportamentale. Poterci giocare insieme è stato un grande privilegio, la considero un punto di riferimento da imitare."
Sia al Club Italia che in nazionale ha lavorato per molti mesi sotto la guida di Marco Bonitta, che cosa le ha lasciato l´ex ct azzurro?
"Devo dire grazie a Marco, perché ha avuto tanto coraggio. Senza di lui e il suo staff non ho idea di dove potrei trovarmi ora. Sfido chiunque a lanciare delle ragazzine come me e Paola (Egonu) in un torneo così fondamentale come la qualificazione olimpica. Il fatto che le Olimpiadi siano andate male non può cancellare tutto il lavoro fatto per arrivarci. Io a Bonitta posso solo dire grazie."
Nella sua crescita un fattore chiave è il Club Italia. La scorsa stagione siete andate molto bene in A1, quest´anno invece che il gruppo è stato molto ringiovanito come sta andando?
"La passata stagione eravamo sicuramente un gruppo con più esperienza, perché se penso che adesso le "veterane" siamo io e Paola mi viene da sorridere. Siamo molto felici di aver centrato la prima vittoria e sono convinta che con il passare del campionato le cose miglioreranno. A livello di prestazioni vedo che la squadra sempre più spesso riesce a giocarsela alla pari con le avversarie."
Il primo successo è arrivato contro Montichiari nella sua Sardegna dove è stata accolta da un bagno di folla. Che emozioni ha provato?
"Con la mia regione ho un legame fortissimo che i tanti anni a Milano non hanno cambiato minimamente. Quando ho visto quelle persone e così tanto affetto mi è venuto un nodo alla gola, ci è mancato poco che mi mettessi a piangere. Sono felicissima di averli ripagati con una bella vittoria."
Qual è il suo prossimo obiettivo?
"Se devo essere onesta non riguarda né la pallavolo, né la scuola, ma sono concentrata sull´esame per la patente. Prima i quiz e poi la pratica, voglio assolutamente togliermi questo peso. Il test (ride ndr) mi mette più ansia di una partita importante."
(Matteo Bocchia per iVolleymagazine n141)


Fonte: www.ivolleymagazine.it